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Sentiti ringraziamenti

Penso che quando avrò finito la tesi e il mio percorso universitario a Parma dovrò fare molti, molti ringraziamenti.

Sarà un post molto lungo su questo blog, in cui percorrerò tutti e 5 gli anni passati alla Facoltà di Economia, tra emozioni, impegno, viaggi, divertimento, lavoro e "quant'altro".

Forse dimenticherò qualcuno, o magari mi ricorderò di tutti. Ma se non lo farò, ringrazio qui coloro che la mia poca memoria potrebbe farmi tralasciare nella scrittura, ma che si meritano comunque un sincero Grazie.

Ecco gli italiani dai piedi leggeri

C'è una nuova classe, apparentemente invisibile, che si sta formando da circa vent'anni, una classe che non fa parte della borghesia italiana, che non rientra nell'esercito di precari, né in quello dei raccomandati per famiglia, politica, censo e appartenenza. È una strana compagine di quarantenni, trentenni, ventenni che ha abbandonato l'Italia appena finiti gli studi, o addirittura durante gli studi, fulminata sulla via dell'Erasmus dalla scoperta che la vita all'estero, in Europa, poteva essere tre volte più interessante, facile, appassionante che in Italia. Non si tratta di emigrati nel vero senso della parola e nemmeno di una fuga di cervelli, ma di italiani, ragazzi e ragazze, uomini e donne che stanno all'estero in Europa «come se fossero in Italia».

Quando andiamo a spasso in una delle sue città europee alla ricerca di un ristorante che non ci faccia troppo sentire la nostalgia a me della caponata e a lui della piadina, ho l'impressione che qualcosa di differente sta accadendo a una parte d'Italia. Queste persone e molte, moltissime altre sono l'Europa, senza bisogno di troppi discorsi e teorie, e hanno capito qualcosa che i teorici dell'Europa non hanno mai capito: che l'euro e l'Europa sono la possibilità di restare italiani, greci, spagnoli, francesi senza essere umiliati dalle stupide politiche nazionali dei rispettivi paesi. Essere europei significa mantenere una propria identità senza doverla confondere con un'appartenenza a una classe dirigente che in patria blocca i processi d'apertura e trasformazione.

Ottimizzare la compilazione di questionari o sondaggi per tesi di laurea

Certo, a molti questo post potrà sembrare banale, ma lo scrivo perchè negli ultimi mesi mi sono arrivate diverse email con un allegato (in .doc di solito), in cui mi si chiede "mi compili questo [lunghissimo] questionario per favore?".

Spesso quando si scrive una tesi di laurea, per noi popolo di laureandi in Economia (specialmente marketing e management), la parte di ricerca della tesi viene fatta (spesso ma non sempre) tramite la somministrazione di sondaggi/questionari a un pubblico B2C o B2B, per costruire una base di di dati su cui elaborare delle statistiche che, successivamente analizzate, portino a delle implicazioni manageriali sull'oggetto della tesi.

Problema: per la persona che riceve il questionario, scaricare un file .doc/altro formato, aprirlo, compilarlo, salvarlo, e rimandarlo all'indirizzo da cui è stato ricevuto è, a parte il fatto che non tutto può essere giusto perchè non ci sono controlli, molto faticoso.

Si può ovviare molto facilmente a questo problema, adottando una soluzione che riduca in maniera significativa questo problema, cioè adottare un sistema di somministrazione di questionari basato su browser o embedding via email.

Per fare questo, si può ricorrere a due tipi di servizi: quelli a pagamento e quelli gratuiti. Dato che le necessità di un laureando non sono quelle di un'azienda, e che spesso la struttura delle risposte non è molto complicata, il mio consiglio è di non utilizzare servizi come SurveyMonkey (http://it.surveymonkey.com), nemmeno nella sua versione gratuita (nota: io ho utilizzato quella a pagamento per lavoro e ne sono stato realmente soddisfatto).

Il consiglio è invece di utilizzare Google Docs (http://docs.google.com). G Docs permette infatti di creare form online perfette per fare sondaggi che salvano i dati in un file excel. La differenza rispetto a un file .doc è quella che il questionario viene pubblicato in automatico su una pagina web, che è condivisibile con un link e che è anche embeddabile all'interno di una email (può essere compilato direttamente all'interno dell'email!) oppure di un sito web terzo (per esempio, il proprio blog o quello di un amico).

In questo modo il tasso di risposta (o meglio, di "redemption", eccedendo in termini nerdistico-markettari) sarà molto più alto. Chi riceve il questionario dovrà solo preoccuparsi di inserire le risposte alle domande che si troverà di fronte. ;)

"Vietati i controlli su Facebook per assumere" In Germania nuova legge per i datori di lavoro

BERLINO Buone notizie per gli appassionati di Facebook che sono alla ricerca di un posto di lavoro in Germania. Una nuova legge al vaglio del parlamento tedesco vieterà ai datori di lavoro di controllare Facebook e altri social network per studiare i profili delle persone in cerca di un'assunzione presso le loro aziende. Saranno comunque ancora consentite le ricerche su Google. Come riporta infatti l'edizione online dello Spiegel, secondo un sondaggio condotto nel 2009 dal sito web CareerBuilder, cica il 45 per cento dei datori di lavoro utilizza i social network per fare ricerche sui candidati prima di effettuare delle assunzioni. E circa il 35 per cento di essi ha bocciato dei candidati sulla base di ciò che hanno trovato su questi siti, come foto inappropriate, frasi offensive nei confronti di precedenti datori di lavoro o confessioni relative al loro uso di droghe. Ma con la nuova legge messa a punto dal ministro dell'Interno tedesco Thomas de Maiziere, che verrà approvata mercoldì dal governo, tutto ciò non sarà più possibile, e sarà invece rafforzata la tutela della privacy per tutti i cercatori di lavoro.

L'articolo completo e gli approfondimenti sono disponibili all'indirizzo: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201008articoli/57900girata.asp


Inviato da iPhone

[Thesis Drafts] WOM Influencer Matrix

Today I was going to finish my first chapter about Marketing and Social Networks, thinking about "How to describe the dynamics which rules the earned media channel?", when I tried to imagine a matrix, where those I think are the two major logics are related.

So, how to identify who may be an influencer? And what is the grade of its influence?

If you draw a matrix, in which the Y axe is Authority ("Who are you to say this?") and the X axe is Trust ("How much I believe your opinion is true?") you find out the following matrix:

As you see, there are 4 categories in this matrix.

Ininfluencers
They are people who have no Authority and which can't be trusted. This is the reason why they have no influence over their contacts' opinion or buying decision.

Opinion Liars
They are people with high Authority, but they lack in credibility. Due to their low level of Trust, for people it is not easy to believe in what they say, even if they have an high level of Authority.

Trusted Ninnies
This category collects people with trustful opinion characterized by low Authority. Due to their "ignorance", they have a low level of influence.

Influencers
Those people enjoy both a high level of Authority and a high level of Trust. Since they deliver trustful and credible opinions, they have an high level of influence.

Please, consider this post as a work in progress. Any suggestions are welcome, of course.

Bozze di tesi e social media

Sagge parole

"Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende l'inquinamento dell'aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana… Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari. Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né dell'equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta."

(Robert Kennedy - Dal discorso tenuto il 18 marzo 1968 alla Kansas University)
Tiziano Tassi

Tiziano Tassi

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