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Perchè Google ha sbagliato a promuovere Google Wave

Non voglio essere troppo critico nei confronti di Google (chi sono per farlo?). Però credo che abbia fatto un errore nella promozione di Google Wave. Il motivo è molto semplice: Google Wave è un tool collaborativo. Ricordo che Google ha usato una strategia di lancio simile con Gmail: un ottimo prodotto, in beta a invito. Io stesso ho cominciato ad usarlo grazie ad un invito ricevuto intorno al 2004 (prima usavo Yahoo Mail).

Il fattore differenziante, per quanto anche l'email possa essere "collaborativa", è che questa comunica con chiunque abbia un indirizzo email, indifferentemente da chi fornisce il servizio. 

Wave, al contrario, può essere usato solo con i contatti che hanno accesso allo stesso servizio. 

Attorno a Wave si è creato un hype incredibile (si, anche il sottoscritto ha mosso mari e monti per avere un invito), fatto salvo quello che tutti hanno visto poi: una volta avuto l'invito, Google Wave è li, in mezzo agli altri bookmarks, in attesa.

In un mio post su Friendfeed (http://ff.im/b5hdY) mi chiedevo come mai non si sentisse più parlare di Wave. E l'unica persona che ha replicato è stato Wolly dicendomi che stava organizzandoci il WordCamp 2010.

Ora Google ha (forse) corretto il tiro. Ed ecco che gli inviti a Wave spuntano a decine e decine sulla rete, segno che ha capito che se vuole trasformare Wave in un successo e vedere se le persone possono usare proficuamente il servizio (e sono spuntati blogger e blogger che offrono l'invito in cambio di un link di ritorno con post sul blog del richiedente - va beh).

A me Wave ha dato qualche piccolo problema di rallentamento, RAM divorata, ma il problema maggiore era (e rimane per ora) quello dei contatti.

Ora che anche io ho diversi inviti, li distribuirò a persone con cui sono interessato a collaborare e finalmente capirò definitivamente se è realmente utile.
5 comments
Dec 11, 2009
wisher86 said...
Secondo me anche l'aumento del numero degli inviti disponibili e' inutile. Google ha bruciato Wave, creando un hype pazzesco cui pero' e' seguita subito una sensazione di inutilita'.

Vedo molto difficile che Google riesca a riprendersi la fiducia degli utenti che gia' una volta hanno etichettato Wave come un fallimento.

Dec 12, 2009
Tiziano Tassi said...
Io non sarei così "pessimista". Google ha bisogno di sviluppare ancora Wave. Più veloce e più chiaro da utilizzare. Le potenzialità ci sono, ma data la difficoltà d'uso, si mangia i potenziali utenti con Gmail e Gdocs.
Questo soprattutto per il fatto che i primi due sono disponibili per tutti e immediatamente fruibili dal medio internet user; Wave è una cosa che non ha quasi nessuno, e che è difficile da capire.

Mi stupisce soprattutto quest'ultimo fattore: la difficoltà d'uso. Non è da Google.

Ma pazientiamo, e vediamo le future migliorie. ;)

Dec 12, 2009
Simone Civetta said...
Ma perché dobbiamo etichettare tutto ciò che fa Google in termini di B2C? Google Wave è evidentemente un prodotto B2B e mi sembra ovvio che il target sia più ristretto rispetto a quello di GMail e GDocs.

Inoltre, non capisco perché parte dei navigatori ricerchi affannosamente di bollare come fallimento alcuni prodotti di cui non capiscono le funzionalità. E' un po' come se uno scrittore, guardando una brugola del 12, dicesse: "Però! Questo arnese è bello e solido, ma non è né penna né inchiostro: sarà un fallimento.".

Dec 12, 2009
Tiziano Tassi said...
Non credo sia necessariamente un prodotto B2B o B2C. Lo usi per organizzare un barbecue o per organizzare un evento maggiore o per riunioni a distanza (?).

Tuttavia, sul "bollare" come fallimento senza ragione sono d'accordo. E' un prodotto ancora acerbo, credo, e immagino che i futuri sviluppi miglioreranno non poco l'esperienza utente.

Questo non toglie che sia stato promosso in modo errato, e rimango di questa idea. Quello che non trovo "corretto" è solo il metodo di promozione e diffusione. Wave si usa solo con uno scopo collaborativo, ma è difficile da utilizzare se non si hanno contatti che condividono questo obiettivo.

Una beta controllata non a invito avrebbe fatto meno clamore, generando meno hype e abbassando le aspettative di utenti che non si avrebbero pensato di trovarsi davanti "il futuro dell'email" ma a un tool di lavoro non certo per tutte le bocche.

Jan 28, 2010
_Stavrogin said...
I mie due cent, non da esperto: più che il sistema di inviti ciò che non giova è l'impossibilità di (i) forwarding automatico o notifiche via mail dell'arrivo di "waves", e soprattutto (ii) inviare "waves" a indirizzi mail non-wave. Io dopo le prime prove ho smesso di usarlo perché so che quei pochi contatti con cui scambiavo wave all'inizio, ormai controllano l'account molto raramente.

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